Regolamento della compagnia S. Maria Maddalena del Bosco

Regolamento della compagnia S. Maria Maddalena del Bosco
eretta in Taggia 2 luglio 1716


Costituzione, natura e scopo della Compagnia

 

Il RegolamentoArt. 1 – La  Compagnia di Santa Maria Maddalena del Bosco eretta in Taggia li 2 Luglio 1716, come da atto rogato Gio: Valentino Anfossi, ha per iscopo: Il suffragio ai fratelli defunti, e l’accompagnamento delli stessi al Cimitero.

Art. 2 – La Compagnia è composta di Soci Effettivi e di Soci Onorari.

Art. 3 – Il Socio Effettivo è obbligato ad osservare il presente Regolamento. Il Socio Onorario è tenuto soltanto a concorrere a quelle spese, che si faranno dalla Compagnia per il miglioramento e buon andamento della stessa. Non avrà alcun diritto, se non quello dell’accompagnamento al Cimitero.

Art. 4 – Il Capo della Compagnia chiamasi Contestabile.

Art. 5 – Il buon andamento della Compagnia è affidato ad un Consiglio composto di 12 membri, nominati dal Contestabile, ed approvati dalla Compagnia in generale adunanza.

Art. 6 – Il Consiglio è composto del Contestabile e di un Cassiere.

Art. 7 – La Compagnia avrà pure un Segretario, il quale ha voto deliberativo nel Consiglio. Inoltre avrà due Revisori dei conti e un Cappellano.

Art. 8 – Il Vice-Contestabile passa per diritto Contestabile il giorno dei Santi Pietro e Paolo; e la Compagnia in detto giorno 29 Giugno sarà tenuta a radunarsi per la elezione delle altre cariche.

Art. 9 – Tutti gli eletti durano in carica un anno, e possono essere rieletti.

Art. 10 – Nell’elezione del Vice-Contestabile saranno proposti tre candidati. Uno dal Vice-Contestabile, l’altro dal fratello il più anziano a far parte della Compagnia, ed il terzo dal membro più anziano del Consiglio. Quello che riporterà più voti sarà eletto. Quando vi fosse parità di voti, si passerà ad una seconda votazione: e se questa risultasse egualmente pari, avrà la preferenza il più anziano.

Art. 11
– Tutti i confratelli sono tenuti ad accompagnare al Cimitero i fratelli defunti. Sono esonerati dall’intervenire a tale accompagnamento i parenti del defunto, cioè: 1. Il padre, i figli, i fratelli, i nipoti, gli zii ed i cugini in primo grado. 2. Gli ammalati, quelli fuori Comune, ed i Superiori, i Cantori e i Massari, dei rispettivi Oratori, purchè si trovino in processione colla Confraternita, cui appartengono.

Art. 12 – Ogni fratello dovrà pagare la quota di Cent. Venti per ogni fratello defunto. La somma, che si ricaverà sarà consegnata al Cappellano, il quale dovrà celebrarne tante messe in suffragio del defunto. Ogni fratello pagherà Cent. Cinque mensili.

Art. 13 – Sarà applicata la multa di Cent. 20 a quel fratello, che mancherà senza un legittimo motivo all’accompagnamento del defunto; e nessuno potrà venir sostituito da un rimpiazzo, che sia al disotto degli anni 16.

Art. 14 – Occorrendo l’accompagnamento di un defunto, tutti i fratelli dovranno essere muniti di candela. La Compagnia partirà dalla Chiesa Parrocchiale alla testa delle altre Confraternite col suo stendardo. Giunti alla croce del piano, i fratelli che avranno compiuto i 60 anni, ritorneranno alla Parocchia col loro stendardo. Tutti gli altri sono obbligati ad accompagnare la salma al Cimitero. Si per gli uni, che per gli altri, sarà fatto l’appello, ed i mancanti senza legittima causa saranno multati di cent. 20.

Art. 15
– Dopo la morte d’un fratello vi sarà la mora di 15 giorni per pagare la quota di cent. 20 portata dall’articolo 12. Trascorso questo termine, il fratello, che non avesse ancora pagato, sarà avvisato, e se nel termine di altri 15 giorni non adempisse al suo dovere sarà immediatamente radiato dalla Compagnia. Lo stesso sarà per le multe portate dall’articolo 14.

Art. 16 – Nella Domenica susseguente al giorno de’ morti si canterà nella Chiesa di S. Benedetto un ufficio un suffragio delle anime dei fratelli trapassati. Si celebreranno due messe, una al principio dell’ufficio, l’altra alla metà, eds a quest’ultima si farà l’offerta. I mancanti saranno multati di Cent. 30 e dovranno pagarsi secondo la norma portata dall’articolo 15.

Art. 17 – Tutti gli anni la Compagnia si porterà assieme al Cappellano a cantare un ufficio nella Cappella della Compagnia nominata S. M. Maddalena del Bosco.

Art. 18 – La Compagnia, portandosi nel Bosco, come all’articolo 17, impone lo obbligo al Contestabile di fornire i cibi necessari per quel giorno, e la spesa che risulterà, verrà ripartita equamente fra tutti i fratelli che vi avranno preso parte, niuno eccettuato. Il Contestabile però, è obbligato a fare una regalia di L. dieci, e il Vice-Contestabile di L. cinque, che si preleveranno dalla spesa totale prima della ripartizione. Anche le quote di cui all’art. 26 si spenderanno dai fratelli che interverranno al Bosco per la festa.

Art. 19
– Il Cappellano andando al bosco a celebrare la messa il giorno della festa, avrà diritto alla indennità di L. 7.

Art. 20 – Il Contestabile è depositario responsabile dei libri, note, titoli a arredi di chiesa appartenenti alla Compagnia, e dovrà consegnare il tutto al Contestabile susseguente, facendosene rilasciare apposita ricevuta.

Art. 21 – La Compagnia avrà un delegato, che dietro ordine del Contestabile sarà tenuto ad avvisare la Compagnia per la adunanze, esigere le quote, le multe, e consegnare le somme riscosse al Cassiere facendosene rilasciare per propria garanzia la debita ricevuta.

Art. 22 – Tutte le entrate della Compagnia, eccetto le quote per i fratelli defunti, resteranno per fondo di cassa, e si spenderanno quando, e come il Consiglio delibererà.

Art. 23
– Il Cassiere, rimettendo le quote al Cappellano per la celebrazione delle messe, se ne farà rilasciare ricevuta, bene inteso, che il danaro per dette messe sarà rimesso al Cappellano dieci giorni dopo.

Art. 24 – Il Segretario e il Delegato avranno dalla Compagnia cinque lire annue, a titolo di gratificazione, e lire otto si daranno ai cantori.

Art. 25 – L’elezione di quelli, che vorranno far parte della Compagnia, si farà tre volte all’anno; cioè: 1° Il giorno dei Santi Pietro e Paolo. 2° Il giorno della festa del Bosco. 3° Il giorno che si canterà l’ufficio, cioè la domenica susseguente al giorno dei morti.

Art. 26 – Ogni eletto dovrà pagare dai: 18 anni ai 20 L. 1,20 – 20 anni ai 25 L. 1,50 – 25 anni ai 30 L. 2,00 – 30 anni ai 35 L. 3,00 – 35 anni ai 40 L. 4,50 – 40 anni ai 45 L. 6,00 – 45 anni ai 50 L. 10,00 – 50 anni ai 55 L. 15,00 – 55 anni ai 60 L. 20,00 – 60 in su L. 30,00

Art. 27 – La quota, che il socio eletto sarà tenuto pagare, dovrà pagarla immediatamente o l’eletto stesso, o da chi sarà proposto, altrimenti l’elezione sarà come non avvenuta.

Art. 28 – Il Contestabile, sia nelle adunanze generali, che del Consiglio come capo della Compagnia, potrà concedere o togliere la parola ai fratelli, secondo che crederà del caso: e quando qualcheduno disturberà l’adunanza, avrà il diritto di farlo mettere alla porta.

Art. 29 – Il Segretario sarà tenuto assistere alle adunanze, redigere i verbali delle stesse; come pur far l’appello al Cimitero dei soci mancanti all’accompagnamento dei defunti, e darne nota al Consiglio.

Art. 30
– Al Cappellano sarà data la candela di consuetudine; quando va all’accompagnamento, e dovrà portarsi fino al Cimitero in compagnia degli altri confratelli.

Art. 31 – Il giorno trentesimo, dopo la morte di ogni fratello, il Contestabile radunerà l’Amministrazione, e gli esattori della Confraternita si troveranno disposti a fare il loro versamento delle quote riscosse e daranno mancanti tutti coloro che non avranno ancora pagata la loro quota. Tutti i fratelli che in quel giorno non avranno pagato la loro quota, sia i 20 cent. Come d’articolo, come la quota della multa portata dal presente Regolamento nell’art. 14, non potranno partecipare dei diritti della Confraternita medesima.



Il Contestabile

Il Segretario


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